domenica 4 dicembre 2011

La Fornero non ci sta.

Ah, l'Italia! Terra di bellezza, arte, tradizioni ed abitudini; spesso, terra di stereotipi, alcuni dei quali ben azzeccati. All'estero ci dipingono come sessisti; la nostra televisione, la prevaricazione sessista e sociale nell'ambiente lavorativo, tutto gronda d'un maschilismo ebete e ripetitivo.

Ma per fortuna ci sono i giovani, gli innovatori. Coloro i quali sverniceranno questo Paese anziano per dargli nuova luce, finalmente. C'è solo un cavillo, un problema. I giovani, qualora debbano rivestire un ruolo importante, qualora debbano affrontare un compito complesso, invecchiano, di colpo. E s'immedesimano in coloro che li han preceduti, sentendo addosso il peso di anni che non hanno, di esperienze che non hanno maturato, né vissuto.

Badate bene, non parlo a caso, so ciò che sto dicendo; anche perché l'ho vissuto sulla mia pelle. Ci si immedesima, si "gioca a fare i grandi", nulla di più, e così facendo non si cambia niente. Oggi stesso abbiamo visto un lampante esempio di senilità giovanile (scusate l'ossimoro) nell'incontro tra delegazione di  giovani e Governo Monti. I giovani si son presentati nella Sala Verde a Palazzo Chigi senza nemmeno una ragazza, con una delegazione totalmente maschile, tanto per ricordare che rappresentanza, calcio, auto e politica, in Italia, sono solo cose da veri uomini. Elsa Fornero, economista e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, indispettita da questa esibizione di machismo, ha abbandonato la Sala spiegando che con un atteggiamento del genere non si va da nessuna parte. Non c'è che dire, dalla Carfagna a lei sicuramente un bel salto.

I giovani, con sillogismi degni d'un giornalista di Libero, si son poi scusati dicendo che anche dall'altra parte di donna, in effetti, ve n'era una sola. E proprio qui, a mio avviso, si smaschera l'invecchiamento dei giovani, il "far così perché tanto anche i vecchi fan così" mostra un malcelato adattamento, una volontà quasi palese di ripercorrere gli errori delle generazioni precedenti.

Cosa si ottiene quindi? Poco o nulla, se i giovani non fanno i giovani è inutile che chiedano spazio. Se non si innova, ma si pretende spazio solo perché non si hanno le rughe, il Paese non cambia e restiamo ancora immobili. Il mio plauso alla Fornero, dunque, che pur rischiando critiche ha voluto dare un segno netto e distinto.

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