domenica 20 novembre 2011

Monti, quello della Rivoluzione Liberale.

Che gran momento per esser liberali. Fossi di centro-destra, avessi votato lì e se mi ispirassi a John Locke sarei  più che contento di questo nuovo governo e delle sue linee programmatiche. La rivoluzione liberale, pensata da Gobetti e proposta nell'ultimo ventennio da ciarlatani che non avevano idea di che fosse, arriva finalmente nelle nostre case. Con delle riforme che promuoveranno l'efficienza e che, come economicamente provato, andranno a discapito dell'equità. Analizziamo ora, punto per punto, i tratti salienti del programma Monti per il salvataggio della nostra economia:
1)Ritocco del sistema pensionistico, con un sistema flessibile d'uscite e riforma delle aree di privilegio.
2)Concorrenza estrema delle aziende (sicuramente la misura più liberale di tutte), coadiuvata dall'abolizione delle tariffe minime e rimozione degli ostacoli per la crescita delle aziende, con un rafforzamento delle norme Antitrust.
3)Riforma dei contratti indeterminati futuri, ossia maggiore facilità nel licenziare da parte delle aziende, in contrapposizione alle misure per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro di donne e giovani, e con ammortizzatori sociali più forti per i futuri licenziati.
4)Aumento di Iva, accise e possibile patrimoniale sulle ricchezze accumulate, ritorno dell'Ici e minore pressione fiscale sulle aziende. Forte lotta all'evasione con riduzione della soglia per il pagamento in contanti e potenziamento dei pagamenti elettronici.
5)Test Invalsi ed incentivi mirati per scuole ed università meritevoli.
Queste misure programmatiche, se attuate, daranno vita ad un reale mutamento della società italiana. E credo che l'attuabilità di tali norme non sia impossibile, il Governo Monti non dovrà avere riscontro elettorale; non dovrà far attenzione a bilanciare i pesi; potrà dunque riformare, ove reso possibile dalle Camere, senza grandi preoccupazioni, pensando più a far tornare i conti che non a giustizia ed equità sociale.
Tuttavia, mi riservo di vedere i cavalli all'arrivo, e d'esaminare ciò che accadrà punto per punto. La stesura programmatica fin qui delineata ha poche parti che mi soddisfano, e tante che mi preoccupano; come persona di sinistra, sì, ma anche come giovane che programma il suo futuro. Perché purtroppo non ho alcun capitale di partenza, non son di centro-destra, non voterò mai lì ed a John Locke preferisco Saint-Simon.

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