Ha ragione il Premier, non si trova nemmeno un posto libero nei ristoranti. Già, perché chi frequenta i ristoranti da lui prediletti, tende ad arricchirsi anche nei momenti di recessione, e quindi mangia, e bene! Aragoste, ostriche, caviale, vini pregiati. Che bontà, che abbondanza!
Quei ristoranti sono pieni, ma è un momento d'oro anche per altri tipi di ristorazione. Le mense dei poveri non avevano un tale affollamento da lungo tempo. Dicono non si mangi male neppure lì.
Però a volte l'appetito vien pure tra le mura di casa. E lì, ebbene sì, tra l'intimità delle quattro mura delle nostre abitazioni, il pane scarseggia. Lo si sostituisce, lo si mendica quasi.
Per fortuna, i circensi non mancano. Tv, cinema, calcio. Già, il calcio. A me piace, e parecchio. Non sono uno di quelli che si prolunga in disquisizioni in materia, in quanto non ho la competenza tecnica, ma mi piace davvero. Tant'è che già pregustavo la prima giornata di campionato. I miei circensi, strapagati e santificati, già da stasera avrebbero dovuto correre dietro quel pallone per appagare la mia volontà di queste competizioni.
Ma oggi non correranno, e neppure domani.
Sono in sciopero, mi dicono.
-In sciopero?- penso -Che è successo? Forse i drink del Billionaire quest'anno erano troppo annacquati? O forse Dolce e Gabbana stanno ritardando nella presentazione della loro collezione autunno-inverno?-
No, no. Nulla di tutto ciò. Si son fatti furbi. Si son messi a recitare la parte dell'operaio FIAT con i soldi di Marchionne.
Si lamentano per un accordo. Quello tra Associazione Calciatori e Lega Calcio, un accordo che sancisce i diritti ed i doveri di questi Dei in tenuta ginnica. Si muovono contro il mobbing e contro l'opzione di dover vedere il loro salario decurtato per delle tassazioni statali.
Lo trovo esilarante.
Loro, impegnati in lotte sindacali, ed i loro padroni, coloro che l'accordo non l'han voluto firmare, abituati agli scioperi dei lavoratori (quelli veri), a stargli dietro. Che gustosa commediola, in un Paese sull'orlo del baratro.
Non sentenzio sul diritto di sciopero, né tanto meno sulle motivazioni. Ma mi chiedo se ci rendiamo conto dell'oscenità della situazione.
Il calciatore meno pagato di tutti nel 2010, Ragatzu, classe 1991, prendeva 20.000 € all'anno. Un operaio Fiat, anni di lavoro alle spalle ed una famiglia da mantenere prende 18.000 € all'anno.
Ci muoviamo al limite del paradosso e perdiamo il contatto con la realtà, che disgusto.
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