Mia madre m'ha sempre detto: "Studia, informati, così non ti frega nessuno. Io ho la quinta elementare e mi fregano come vogliono."
Delle tante massime sulla vita con cui m'ha riempito le giornate, questa è di sicuro quella che m'è rimasta più impressa. M'ha dimostrato, sin da piccolo, che la cultura è un'arma, uno strumento di difesa contro un mondo troppo difficile, troppo malvagio. In anni di studi, di noia nauseabonda su libri poco interessanti, questa frase, così semplice ed al contempo carica di significato, m'è sempre rimbombata in testa e m'ha spinto ad andare avanti.
E dunque ho studiato un bel po', mi son informato, ho dato fastidio per quanto ho potuto.
Mi dispiace per mia madre, ma mi fregano ancora; magari non come un bambino, ma mi faccio ancora fregare. Il mondo è così terribile che l'astuzia, a volte, paga più della cultura. Tuttavia, non posso che ringraziarla per quest'accorgimento. Lo studio e la ricerca del sapere, per ora, non mi han reso immune ai furbi, ma mi han donato un grosso, che dico grosso, enorme regalo: la libertà.
La libertà d'interpretare, comprendere e commentare ciò che accade nel mondo. La libertà di poter riflettere, davanti al fatto nudo e crudo, senza la necessità di servirmi d'interpretazioni altrui. Questa è la vera libertà.
Sbaglierò tanto, forse tantissimo, ma ogni qual volta mi si presenta di fronte un accadimento, bene, tento di farci un ragionamento mio, con coscienza critica; ed in quel momento, quando la mia riflessione non è influenzata, bene, in quel preciso istante, so d'esser davvero libero.
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