lunedì 8 agosto 2011

LA CRISI. Parte I : Debito Pubblico, questo sconosciuto.

Debito pubblico. Ehm, ok, da dove iniziare?
Sicuramente è uno dei temi più costanti in politica ed informazione. Ma avete mai sentito qualcuno che spieghi, in termini effettivamente comprensibili, ciò che il debito pubblico è?
Io no.
Quindi, da profano, mi appropinquo a spiegarlo, con termini che reputo comprensibili. Tutto ciò che leggerete qua sotto è frutto di una vasta ricerca sul web, la coerenza di ciò che è scritto è attribuibile al confronto delle fonti. La traduzione da linguaggio d'economista a italiano, invece, è tutta mia e del dizionario Zanichelli.


Lo Stato offre dei servizi. I servizi, come ospedali, scuole, forze dell'ordine ed enti amministrativi, hanno un costo. Questo costo vien recuperato, in gran parte, con imposte dirette (tasse sui servizi) o indirette (I.V.A.), o movimenti di risorse finanziarie. Talvolta, però, le imposte non sono sufficienti, e quindi lo Stato, nella figura governativa del Tesoro, si ritrova a dover chiedere prestiti.


I prestiti sono ottenuti dal Tesoro, attraverso l'emissione di Titoli, come ad esempio i BOT, i BTP o i CCT. Questi tre acronimi orrendi, sentiti e risentiti, sono obbligazioni o certificati di debito, che acquistate da una persona fisica o da un ente permettono allo Stato di ricevere denaro per i propri Titoli, denaro che poi dovrà  èrendere con interessi alla scadenza del BOT, del BTP o del CCT.


I Titoli detti sopra sono acquistabili dai privati cittadini, dalle associazioni e organizzazioni, dalle istituzioni e dagli enti. Così che possano vantare credito sul nostro Stato ad esempio: mia nonna, la Unipol, Bankitalia e la BCE. Tutte nello stesso modo, sebbene con somme diverse.


Per cui, l'ammontare dei prestiti più interessi che lo Stato deve rendere a mia nonna & Co., è il debito pubblico.


La domanda che ora ci poniamo è, perché il debito pubblico in Italia è così elevato?
A domanda così complessa, risposta parziale. Nel corso degli anni, le politiche economiche italiane sono state spesso trascurate per legislature intere. E con questo non intendo che non siano stati fatti investimenti, opere pubbliche o che non abbiano creato titoli di Stato, bensì, s'è perso di vista per ampio tempo il rapporto tra il Prodotto Interno Lordo ed il debito. Infatti, se il PIL non cresce, s'hanno minori entrate e pagare il debito diviene pressoché impossibile. Altra terribile piaga per la diminuzione del debito è stato il periodo, forse mai terminato, delle tangenti. Le opere pubbliche in Italia hanno avuto costi molto più elevati che negli altri luoghi a causa dei soliti furbetti, questo ha richiesto maggiore denaro e per cui maggiore indebitamento. Basti informarsi sull'investimento faraonico per lo sviluppo della linea 3 della metropolitana di Milano nel periodo di Tangentopoli, od ai costi di costruzione del terzo anello dello Stadio di San Siro.


Il debito pubblico in Italia è per cui ben radicato e con un passato solido e lontano. Il pareggio è lontano dalle nostre possibilità e soprattutto da quelle di un governo con le mani ben in pasta in speculazioni e investimenti sospetti.


Mentre vi scrivo, il nostro debito è a 1.902.974.657.046 €, una cifra che si fa fatica a leggere.


Spero che questa mia fatica sia utile a qualcuno, e spero d'esser stato chiaro. A presto la Parte II.

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