venerdì 1 luglio 2011

Un 29,6 % di posti sul divano.

-Un milione di posti di lavoro.-
Ricordo ancora le vocali allungate, il ghigno e il plauso ricevuto. Un milione di posti di lavoro, da distribuire come caramelle per grandi e piccini.
Quel milione di posti di lavoro non s'è mica visto, ma in fondo, chi ci credeva? No, non è questo, non voglio parlare di promesse non mantenute, perché non mantenibili. Voglio parlarvi, invece, di divani. Divani, sedie e poltrone, occupati dai giovani d'Italia. Il dato è in rapida ed insostenibile crescita. Il 29,6 % dei giovani italiani langue nella disoccupazione. Un sistema viziato e iperburocraticizzato ne impedisce il piazzamento. Ma, non ho la verità in tasca, non posso parlarvi di come io, dal mio brillante pulpito, risolverei la situazione; perché, lo dico con chiarezza, non ne ho idea.
Quello di cui voglio parlarvi è qualcosa di diverso, un qualcosa di più personale, anche se gode di una grande importanza sociale. Voglio ragionare sullo spreco. Lo spreco di ogni singola mente, che si scioglie sul divano senza poter aspirare ad una crescita, ad una vita, ad un futuro. Lo spreco che è causa di un immobilismo sociale e culturale nel Paese. Lo spreco che rende la nostra amata Italia sempre più una Gerontocrazia.
E questo ci porta a pensare al nostro dramma generazionale: l'insicurezza, ciò che più d'ogn'altra cosa ci caratterizza, ahimè. Un'insicurezza profonda che ci porta ad azzerare i progetti, ed a volte, a scordare i nostri sogni. Più che uno stato mentale, questa nostra incertezza, diviene un sentimento, tutto nostro. E siamo diversi dai nostri padri e dai nostri fratelli maggiori. Ne siamo distanti anni luce. Analizziamo il mondo in maniera cinica e critica, venando le nostre aspettative per il futuro con un acre pessimismo. Siamo la generazione disadattata, il gap storico e sociale che non sarebbe dovuto esistere, figli di tradizioni e padri del nulla. L'amarezza con cui scrivo queste righe è insostenibile, perché mi sento perso e senza soluzioni. Alle nostre speranze si contrappongono i numeri: in migliaia o in percentuale. Ed alla nostra speranza, alle nostre aspettative, oggi, c'è solo una fredda risposta, fatta di cifre: 29,6 %. 29,6 % di sogni infranti, di speranze che prendono il largo. 26,9 % di posti sul divano.

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