giovedì 21 luglio 2011

Tu quoque Lega?

Cesare è affranto, sbatte il pugno sul tavolo. Non è ancora finita, no. Ma la ferita fa male, ed allora val la pena di rifugiarsi. Subito, abbandonando il campo in silenzio, senza il grido: -Ritirata!-. A poco son servite le parole al Transatlantico; a poco è servita la ridondanza del termine "fumus persecutionis". Ed anche la infinita eloquentia dell'On. Paniz è valsa a poco, sebbene egli sia stato capace di raggiungere l'apice dell'estasi oratoria con: -Questo nostro ruolo da parlamentare, così incerto e così fragile.-
Nulla. Non è servito il voto segreto. Tanto meno il mezzo intrallazzo sui rifiuti di Napoli.
La Lega ha sfoderato tutto il suo orgoglio, più o meno come fa un farfallone cinquantenne quando trattiene la pancia in spiaggia per far colpo su delle ventenni. Voto favorevole. Arrestatelo! Sì quello lì, quel Papa. E l'ex-stalinista Maroni s'è goduto la scena, mentre sciogliendo nell'acqua una pastiglia blu pensava: -Ce l'abbiamo ancora duro!-


-Ma perché la Lega ha fatto ciò?- Pensa il Comandante. "Diamo a Cesare quel che è di Cesare" diceva un tizio saggio coi capelli lunghi. Ed io gli darò il suo. Una risposta, credo anche piuttosto attinente.
La Lega non voleva urtare Cesare, voleva solo esaltare il popolo. E si sentano a riguardo le voci: "Secessione" o "Terroni" nei giorni precedenti. Il crollo dei consensi è stato indicibile. Troppo forte da sostenere. E la Lega ha dovuto rispondere, fuori e dentro l'aula come lei sola sa fare: attaccando, insultando, sfasciando.
Tuttavia questo voto favorevole ha creato impressioni, dal mio punto di vista, nettamente erronee in numerosissimi analisti politici. Ho sentito dire che si tratti di un riavvicinamento della politica al popolo. Nulla di più falso. L'abisso non è colmabile premendo un tastino. Questa è mera e sudicia campagna elettorale, con un bel po'di populismo (finto) giustizialista, tritato sopra come pepe nero. Null'altro. 


La Lega non ha capito, il Governo non ha capito, enorme parte del Parlamento non ha capito. 
Non hanno inteso il cambiamento, non hanno sentito il treno fischiare. Ed è emblematico il fatto che la Camera abbia pensato tutto il dì al destino di Papa, deputato di scarse vedute e scarso interesse, quando di mattina v'era la discussione sul decreto rifiuti per Napoli. 
Ecco che cos'è "Casta" (termine che detesto); questa, per me, esiste nel momento in cui, per la sorte d'uno "più uguale degli altri", si interrompe un lavoro che interessa centinaia di migliaia di persone, uguali tra loro, ma "meno uguali" del deputato in questione.
La politica che si occupa della politica è inutile. Questo devono capire.

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