Sommo disappunto. Mio, del popolo, di tanti. Il PD ieri s'è astenuto sulla mozione IDV che prospettava l'abolizione delle province, pura e semplice. Astensione, ovvero: noi non vogliamo scegliere o decidere a riguardo, non ci compete. Il segretario ha spiegato: "siamo contro la demagogia, contro a scelte populistiche.". Al caro Bersani vorrei dire che qua non si tratta di "tirate demagogiche", ma piuttosto di scelte popolari. Il Partito Democratico s'è giustificato dicendo d'avere un altro piano. Ma che n'è della collaborazione politica e del compromesso tanto (a volte fin troppo) sbandierato?
L'abolizione sarebbe stata un punto di partenza, non d'arrivo. Ed il fatto che il PD, in un momento che, fino ad una settimana fa, avrei considerato positivo, faccia queste scelte così impopolari, mi lascia basito.
Dicono di voler star fuori dalla demagogia dilagante, dal populismo infettante. E su questo son d'accordo, in questa goliardica orgia demagogica, penso che il Partito Democratico debba rimanere con tutti i panni in dosso. Non sono particolarmente d'accordo con gran parte delle "innovazioni" populiste proposte da più parti, talvolta anche dal nucleo stesso del Partito. Tuttavia penso che sulle province, sul loro costo e sulla loro utilità, si sarebbe potuto fare un discorso differente, più vicino al popolo, ma non per questo populista, rivalutando la D, e mettendo per un attimo in ombra la P. Ai piani alti ci si deve rendere conto che il popolo Democratico è un popolo pensante, un popolo attivo e con coscienza critica. Chi pensa, chi ragiona sulle scelte del PD in Parlamento, fa poi, di seguito, le sue valutazioni. Ed in questo caso, mi pare non sian per nulla positive.
Questi giorni son concitati, forse troppo per andare a fondo; ma penso di non esser tradito dalla mia mente quando mi vedo discorde dal Partito sulla TAV, sulle province e sul referendum per il cambiamento della legge elettorale. Oggi è uno di quei giorni in cui la tessera la tieni, ma senti che pesa, e tanto, sul fondo del tuo portafogli.
Io penso ci sia un discorso di fondo dietro tutto questo: quello che manca è il dialogo con la base nel Pd. è vero che siamo l'unico partito democratico, nel senso che è l'unico partito in cui i tesserati non fanno solo numero ma hanno anche possibilità di dire la loro (forse solo la Fabbrica di Nichi si avvicina a questa idea). Ma è anche vero manca qualcosa, manca un collegamento concreto tra base e vertice, forse, anzi sicuramente, manca una buona legge elettorale. Manca una legge elettorale che consenta alla base di scegliere come dirigente la persona che garantisce una maggior presenza nel territorio. Devo dire che nella nostra provincia, per fortuna, quasi tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni sono molto presenti nel territorio. Ma devo anche dire che rimango allibita quando mi rendo conto che noi, i tesserati più attivi della zona, non sappiamo cosa si vota in parlamento. E anche ieri mi son chiesta perchè, ad esempio, la Pes fosse in dubbio sul voto sul testamento biologico. Ho pensato ai militanti che conosco, e sono certa che la maggior parte di loro sarebbe stata decisamente a favore del tb. E ho pensato che io, nel mio piccolo, quando vedo che in senato accademico devo votare qualcosa che non so se sia gradita o meno al mio gruppo, faccio convocare una riunione e ne discuto. Mi son chiesta perchè questo non accada nel mio partito. Certo un partito nazionale e un gruppo universitario non son la stessa cosa, ma convocare un'assemblea provinciale per il fine settimana non costa niente, aprire un dibattito online è ancora meno faticoso, e poi insomma chi c'è c'è.
RispondiEliminaQuesto secondo me è quello che manca: un dialogo continuo con la base. Forse ci permetterebbe anche di capire meglio perchè si fanno certe scelte, perchè a volte quando si fa politica si devono fare scelte impopolari o poco condivisibili da chi non conosce bene il retroscena, ma questo non significa che non possono essere spiegate...
Io non voglio che la mia tessera serva solo alle lotte per un posto in più per qualcuno...
Scusa per lo sfogo, ma ieri ci ho pensato parecchio e adesso, leggendo quello che hai scritto, non ho resistito e ho scritto tutto di getto (spero di non aver fatto troppi errori) :)
Angela C.
Angela, questa tua analisi mi trova d'accordo al 100% (non lo dico mai). La tua analisi sul problema di base del Partito, o meglio, della politica in Italia è totalmente corretta. Siamo un partito Democratico, per davvero, per cui le scelte verticistiche non hanno senso d'esistere. L'idea delle assemblee è di certo corretta, ed, in tutta sincerità, anche di semplice realizzazione. Ti ringrazio per questo tuo sfogo, che mette senza dubbio in evidenza cose a cui io non avevo neanche pensato al momento della stesura, a presto!
RispondiEliminaHo un'idea diversa da Piero sulla Tav e sull'argomento sono assolutamente in lina col mio partito. Così come ritengo il referendum Passigli sulla legge elettorale un disastro: passeremo al proporzionale puro e sempre con le liste bloccate. A quel punto preferisco il Porcellum con le primarie. Mi piace invece il referendum che aspira a reintrodurre il Mattarellum ( referendum Parisi e più)ossia il sistema elettorale maggioritario. Sulle province potevamo giocare in modo più "strumentale", ossia votare la proposta, ben sapendo ovviamente che la stessa non conduceva a nulla. Ma era un segnale e per di più creava alla maggioranza difficoltà. Per quanto attiene il rapporto vertice/base vorrei dire che su Tav e Province la posizione del Pd è abbastanza chiara ( programma elettorale e congresso)... Gianni
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