La Fininvest, azienda scudo, spada e bastione del nostro premier, è ora legalmente costretta a versare 560 milioni di euro alla CIR di De Benedetti. Per quanto mi riguarda, il discorso è presto chiuso: sei un corruttore confermato, per giunta condannato nella sentenza di secondo grado, ora paghi ciò che hai da pagare.
Purtroppo però, subito s'accrescono gli strepiti, d'un tratto udiamo distintamente: -Si tratta d'una sentenza politica!-, ed ancor più forte: -Questo è un esproprio!-. Posto che credo, già dal principio, che questo processo abbia ben poco a che fare con la politica, ciò che mi sorprende (in realtà non più di tanto) è l'interesse che l'entità della somma scatena nel popolo. Ci troviamo a chiederci come farà, quel povero plurimiliardario del nostro presidente del Consiglio a consegnare 560 milioni di euro. Ho letto articoli di giornale, ove si scriveva: -Creerà un enorme danno, irreparabile.- o peggio: -Forse dovrà vendere il Milan.-. Ma mi chiedo io, in quale dimensione viviamo? Un corruttore viene condannato a pagare una ingente, sì, ingentissima, somma dalla giustizia, e noi ci ritroviamo a leggere sulle pagine dei giornali riguardo alle sue problematiche di pagamento. Ciò mi preoccupa, perché ora non solo la politica, ma anche l'informazione, pare cerchi di perdere in toto il contatto con la realtà.
E sapete quando ho letto queste notizie, qual'è stata la prima cosa che m'è venuta in mente? No, non ho goduto come in un orgasmo tantrico, e non ho neanche pensato "bene fattu!"; bensì la mia mente è subito andata ai tantissimi, che pur non avendo corrotto, pur non avendo truffato, pur non avendo commesso crimine alcuno, ad oggi sono sommersi dai debiti e braccati dai creditori, con cifre che messe in proporzione al reddito, son ben più gravi dei 560 milioni che deve sborsare il Premier, anzi, sono sicuro che l'abbronzatissimo magnate, vedendosi recapitare tali multe proporzionate ai suoi averi, sbiancherebbe di colpo.
Essendo Sardo, innamorato della Sardegna e della sua popolazione, il mio pensiero è volato ai pastori, alle aziende, ai liberi professionisti che ad oggi lavorano, vivono e respirano solo per cibare Equitalia. Le voci anche qui sono molteplici, ma molto più sensate: -Ho la casa ipotecata.- o -Riesco solo a mangiare.- o, anche: -Son vedova, e da mio marito ho ereditato le cartelle esattoriali.-.
Ecco, questa è la dimensione del Paese. Un Paese sul lastrico, in mutande e canotta. Un Paese che lotta una guerra silenziosa, perché poco commentata dai mass media e dall'alta politica. E come ogni guerra, anche questa ha i suoi caduti, chiaramente dalla parte dei più deboli. A maggio, un ragazzo di Iglesias, s'è infatti tolto la vita, soffocato e depresso dai debiti contratti.
Mi chiedo se veramente ci meritiamo tutto ciò, d'altra parte. Vorrei turarmi le orecchie per non sentir parlare dei problemi di Berlusconi, e concentrarmi su questa affamatissima, stanca e ammalata Italia reale. Ma non è possibile, siamo costretti a sentire i drammi e le posizioni di chi ha i mezzi per parlarci di sé, trascurando il mondo, trascurando ciò che accade in centinaia di migliaia di case o aziende.
Ed ecco noi, che abitiamo quelle case e lavoriamo in quelle aziende, eccoci, con gli occhi velati dalla più profonda disillusione, siamo ancora qui, pronti ad affrontare anche questa afosa domenica di luglio tra corruttori che urlano e creditori che mordono.
D'accordissimo con te Pie... Oltre a essere stufo di sentire come potrebbe risolvere i suoi problemi finanziari Berlusconi mi si stringe il cuore ogni volta che vedo le manifestazioni dei poveri nostri compatrioti sardi tartassati da Equitalia. Credo che sia ora di dare una scossa allo stato italiano, precisamente tramite il sistema di riscossione delle tasse. Se avessimo un consiglio regionale meno dipendente da Roma, essendo in credito per miliardi di euro con lo stato italiano (vertenza accise-tasse), avremo potuto presentare ricorso ad altri organismi internazionali, e avviare una fase di autodeterminazione, sovrani del nostro futuro...o altrimenti potremo iniziare a riscuotere noi le nostre tasse con sistemi di riscossione severi ma umani, che non permettano stragi come quella che equitalia sta compiendo nella nostra terra. Ciao Piè
RispondiEliminaps. ti invito a leggere questo articolo: http://www.progeturepublica.net/comunicati/i-sindacati-italiani-in-sardegna-quale-lavoro-difendono/