Questo è un colpo di coda, una reazione, sebben tardiva, di un'Africa spartita, divisa con un pennarello indelebile a punta grossa dai nostri avi. Siamo di fronte alla non accettazione di un sistema precostituito, al rigetto di una visione del mondo avulsa, che ha portato villaggi ad esser separati dal proprio pozzo d'acqua, per dar un'idea. Dovremmo imparare dalla Storia, dovremmo renderci conto che ciò che par più giusto per noi, a volte non è giusto per gli altri. Ma queste sono riflessioni di diversa natura.
Vorrei concentrarmi sullo sforzo, sui pensieri di coloro i quali, la scorsa notte, hanno invaso Juba (la neo-capitale), in una chiassosa, ma positiva e pacifica, festa, dai tratti carnascialeschi. Immagino quanti di loro abbiano accostato alla felicità un silenzioso requiem, un pensiero disteso, un ricordo intenso delle persone che nella faida fratricida, che ha contraddistinto il Paese negli ultimi decenni, hanno perso la vita. E tutte le novità positive hanno questo sapore agrodolce, che lascia soddisfatto il palato, ma che scava in profondo l'anima.
Il Sud Sudan dovrà essere l'emblema, la dimostrazione della possibilità di scelte democratiche al di fuori del mondo occidentale, ormai narcisista alla nausea. Questo Stato esiste da oggi grazie ad un referendum , istituto di democrazia diretta, svoltosi regolarmente. Questo è il primo passo che desideriamo vedere. Senza guerre preventive o democraticizzanti. Credo in un futuro, credo in un domani per un'Africa centrale, che oggi, come ieri, troppo spesso è stereotipata e sottovalutata.
P.S.: Non so se il titolo sia corretto in arabo, ma lo lascio perché esteticamente mi piace parecchio!
Il Sud Sudan dovrà essere l'emblema, la dimostrazione della possibilità di scelte democratiche al di fuori del mondo occidentale, ormai narcisista alla nausea. Questo Stato esiste da oggi grazie ad un referendum , istituto di democrazia diretta, svoltosi regolarmente. Questo è il primo passo che desideriamo vedere. Senza guerre preventive o democraticizzanti. Credo in un futuro, credo in un domani per un'Africa centrale, che oggi, come ieri, troppo spesso è stereotipata e sottovalutata.
P.S.: Non so se il titolo sia corretto in arabo, ma lo lascio perché esteticamente mi piace parecchio!
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