sabato 30 luglio 2011

Aquiloni.

Orario insolito, post insolito. Scarsa voglia di dormire ed eccessivo silenzio notturno fanno questo e altro. Più d'una volta mi son ritrovato a scrivere di notte, ma non ho mai pubblicato nulla. All'ora buia, col cielo nero di pece, s'è più negativi, più chiusi. A me solitamente piace essere propositivo, sveglio, capace; dunque non ho mai reso pubblico il mio lavorio. La scrittura notturna è, senza dubbio, un'ottima medicina, un po'amara, a dire il vero, per l'anima. Mette in linea i pensieri, scandisce ciò che era confuso alla luce del sole. E ci si sente come quando si guida, magari da soli, per lunghe ore di oscurità in una strada sempre dritta. Sereni, ma un po'malinconici.


La situazione politica generale in questi giorni m'atterrisce. A dir la verità la totalità delle situazioni m'atterrisce. Vedo il nostro passaggio, la complessità delle nostre vite, sempre più come quel "mondo grande e terribile", brillantemente descritto da quel mio compaesano, così lontano eppure così presente.
Scandali, corruzione, recessione, default, crisi, denaro: termini ricorrenti quanto battiti d'occhio, parole fastidiose all'udito, che vorrei risparmiare alle mie orecchie, così come al mio cervello. E la grandezza di questi temi, spesso, mi fa venir voglia di mandare in soffitta i mille assiomi sulla partecipazione che ho costruito accuratamente, in anni di sereno ragionamento mentale e discussione costruttiva. E lì mi sento piccolo, perso. Schernisco me stesso per la mia pomposa volontà d'essere "il cambiamento che voglio vedere nel mondo". Non ci credo, e non una critica, non un complimento mi posson far cambiare idea in momenti come questo.  Ecco che sopraggiunge l'impotenza. Anche la volpe, qui, abbassa le sue orecchie.


Ma poi, quando tutto sembra perso, ecco un fremito, un'immagine che cambia tutto. Le orecchie si drizzano su sé stesse, come aghi su un puntaspilli. Dove le parole non possono nulla, subentrano gli avvenimenti. Avvenimenti che svegliano l'anima ed il pensiero, a volte con una semplicità a dir poco disarmante. Oggi, qualcosa m'ha salvato. Un qualcosa di leggero, effimero ed al contempo spettacolare. Da due righe sul sito dell'Ansa, vengo a scoprire che ottomila bambini palestinesi han fatto volare quattromila aquiloni a Gaza. Mi si son illuminati gli occhi. Quei ragazzi, dal futuro così incerto e oscuro, hanno avuto la forza di far librare per aria quattromila aquiloni da loro costruiti. Ed han volato, fieri come aquile e dolci come rondini. In quel luogo di morte ed ingiustizia, loro han mostrato al mondo cosa sia la voglia di vivere, cosa sia la vita!
Mi han ricordato l'importanza di ciò in cui credo, mi han ricordato di credere in ciò che faccio. E grazie a loro, anche oggi, son felice di me stesso e fiero di non aver scelto la via dell'ignavia. Quegli aquiloni mi comunicano che nessun insulto, nessuna sfiducia mi possano far fare passi indietro. Non ho la presunzione di credere che la mia partecipazione svegli o salvi qualcuno, ho solo la volontà d'esprimere e comunicare ciò in cui credo e ciò che mi contraddistingue.


In parole povere, ci sarò ancora per molto, vi piaccia o no!

1 commento:

  1. Lo sconforto, l'ansia si adoperano nel farci ritornare alla realtà. Quell'ago della bilancia sensibilissimo di cui mi piace spesso parlare. Purtroppo il libero arbitrio oltre che un grossolano errore di dio è stato anche male interpretato e l'uomo non è capace di cogliere le scelte. Già, la mia verità è che non possiamo scrivere il nostro futuro ma piuttosto abbiamo in grande forno di di tendenze che genera aspettative. Queste probabilità esistono già tutte assieme, in un limbo che potremmo chiamare non correttamente "futuro". All'uomo è dato di scegliere la scelta...quasi sempre ci sbagliamo.
    E' come entrare in un grande negozio di scarpe e sceglierne un paio, è roba preconfezionata, la possiamo solo adattare al caso. Oppure possiamo diventare calzolai.
    Ma è un percorso difficile, che ti porta all'insonnia...ad uno stato troppo vigile. Invivibile.

    Gli aquiloni a Gaza, un bel momento si. Purtroppo sono troppo lontano da questo mondo.

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