lunedì 20 giugno 2011

Creta nelle tue mani: plasma il futuro che vuoi.

Non mi soffermerò a parlare di Lega, Bossi, Pontida e Maroni, emulando la stampa nazionale. Ho già scritto tutto sabato nell'intervento Il Sole delle Alpi tramonta a Pontida, e, permettetemelo, son stato profetico. Per l'appunto, non che ci volesse tanto; la Lega non dice nulla di nuovo da più d'un decennio, andavo a colpo sicuro.
Piuttosto che parlare di questi morti viventi, statici e distanti dal mondo, o di chi li segue (quelle grida: - Secessione! Secessione! - le ho trovate anacronisticamente umoristiche), oggi voglio parlare di voi. Di voi che mi leggete, di voi che v'interessate, senza riserbo, al vostro futuro ed al futuro dei luoghi in cui vivete, e che amate. Quest'oggi il mio intervento sarà un invito. Un invito a sporcarvi mani e muso. Un invito a far parlare di voi, bene o male, non importa. Una partecipa che vi chiama a utilizzare il vostro tempo, non più per seguire i vostri piccoli binari, ma per costruire, collettivamente, i binari enormi e stabili della nostra comunità.
Vi chiamo a scendere in campo. No, non come Silvio, non a reti unificate. Ma piano, in sordina. Nelle vostre piccole comunità, nell'associazionismo, che langue senza risorse giovani e attive. Vi chiamo a prendere un cumulo di creta molle ed a dargli forma, creandovi il vostro più gran capolavoro. Un cambiamento, una miglioria. Il mondo reclama il vostro apporto, la vostra volontà. Mettetevi d'impegno e create qualcosa che desideriate sia di tutti.


Il principio è questo: "essere il cambiamento che si vuol vedere nel mondo". Credo che il Mahatma Gandhi, con questa frase, volesse spronare le anime ancora non consunte dall'avidità e dall'egoismo a spendersi. A spendersi senza averne tornaconto. Solo per il piacere di farlo. 
Ed io credo che il miglior modo di farlo sia attivarsi localmente, con il coraggio e la volontà di chi ha il coraggio delle proprie idee e delle proprie scelte. I grandi cambiamenti non possono partire dall'alto, non possono nascere da chi già è soddisfatto della propria condizione. Il disturbo, la mancanza; questo porta l'individuo a migliorarsi ed a rimboccarsi le maniche per rendere la società migliore. E per una volta scordiamoci i limiti posti dalle oligarchie, scardiniamo le porte dei castelli delle nuove aristocrazie con il nostro sudore. La volontà deve portarci la nostra stessa libertà individuale, ossia la libertà di vivere la nostra vita al meglio, può essere la libertà di tutti. Dobbiamo prendere il destino per i capelli, e dominarlo.
Possiamo essere il cambiamento nel mondo, possiamo lasciare un'eredità più grande di qualsiasi bene pecuniario o immobile, possiamo lasciare l'eredità di un mondo rinnovato e migliorato dal nostro passaggio.

1 commento:

  1. Volevo intervenire con un commento degno di nota, ma… l'articolo mi piace, quindi… GRANDI!!! Continuate così!


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