mercoledì 25 maggio 2011

La politica bene sociale.

Se la politica perde la dimensione pedagogica, non è più buona politica. (Gianfranco Fini)


Apro questo intervento con una citazione presa da un personaggio che, sicuramente, m'ha fatto più storcere il naso che sorridere. Tuttavia credo che in questa frase ci sia sottinteso qualcosa d'importante. La politica DEVE avere un fine educativo. Che questo scopo sia stato bistrattato, scordato o martoriato fino ad oggi, non v'è dubbio. Ma credo che in un ottica futura la politica possa e debba diventare un bene sociale, che arricchisca l'individuo, educandolo.


A questo punto ci dobbiamo chiedere: - Come si può dare un fine pedagogico alla politica? -
La risposta è più semplice del previsto; la dimensione educativa della politica si può riprendere cambiando i mezzi con cui la politica vien fatta. Il turpiloquio, il dossieraggio ed il continuo accusarsi dei nostri giorni, nascondono, o meglio, cancellano questo fine formativo, recuperabile solo ed esclusivamente attraverso una politica nuova, di dialogo, aperta a nuove facce e nuove idee. 
Non credo esista nulla di più educativo se non la ricerca ed il raggiungimento del bene comune, attraverso programmi tecnici mirati che non sviliscano, in nessun modo, la connotazione ideologica della politica.


Ecco come la pubblica amministrazione può divenire bene sociale, ecco come, ad oggi, la gente può amare nuovamente il far politica; che non è e non dev'essere cibo ed interesse di pochi, ma vero interesse e vita del popolo.


Più facile a dirsi che a farsi, direte voi! E come darvi torto? Ma prima di essere additato come friggitore d'aria(come m'è già successo poco tempo fa), vorrei fare una ulteriore riflessione. Non è forse vero che sono gli uomini che fanno la politica? Bene, se le idee di questi uomini fossero più protese alla costruzione che allo screditare avversari, credo che il bene sociale non sarebbe poi distante ed irraggiungibile. E se gli uomini che oggi stanno al governo pensano più ad infangare che a costruire, più ad accrescere la loro vita nella bambagia che al bene comune, ricordiamoci che abbiamo tre strumenti che loro non potranno toglierci: le libertà d'associazione, di voto e di stampa. Con queste tre semplici ed, a lor tempo, sudate armi possiamo creare una politica per tutti; una politica che viene dal popolo e che fa gli interessi del popolo.

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