Spero che Cagliari mi accolga con nuove speranze, nuovi lumi. Spero di poterla vedere più bella e viva che mai, come ringiovanita dal nuovo che avanza.
Nelle ultime tre frasi ho usato il verbo "sperare" ben tre volte, non a caso. E' (propriamente) la speranza d'un cambiamento, di un raggio di sole in più che frange le nuvole, a rendermi così ripetitivo.
Davide può, e deve, battere Golia. Per darci un po'di fiato, per permettere ad una città stuprata di aprire la sua finestra ed uscire da un'apnea che le ha fatto scordare come si respira.
Davide non ha riempito i quotidiani di sponsor, non s'è comprato i poveracci per tre soldi, non s'è compromesso con nessuno. Davide ha proposto un miglioramento, un'opportunità. Quasi sottovoce, con parole che sarebbero potute essere urlate. Le persone si sono accorte della possibilità, si sono accorte che con un "se" si può mandare Golia al tappeto.
Questo progetto futuribile, da troppo rimandato, i cagliaritani han dimostrato di volerlo già due settimane or sono, han capito che non è più tempo di rimandare, han capito che il futuro è domani, che la luce del sole sta dietro la finestra, e che basta aprirla per vedere meglio.
Han capito che Davide è come loro, non è il solito Filisteo mascherato.
Han capito che Davide può battere Golia.
| « Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. » (1 Samuele 17,48-51) |
Un po' troppo "V per vendetta" (non so dirlo meglio di così) però.. riconosco che quando ci vuole ci vuole! :)
RispondiElimina